Breve storia dell'Arena Garibaldi

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Cronologia essenziale

1807  - Il 28 gennaio la Reggente d'Etruria Maria Luisa concede a Sabatino Federighi l'autorizzazione a costruire un anfiteatro murato e alberato di forma circolare per le corse dei cavalli.
1815 - Il Federighi costruisce al centro dell'Arena un palco in muratura da utilizzare la domenica come palcoscenico per le rappresentazioni teatrali effettuate dopo le corse dei cavalli. Nasce il primo Teatro Diurno di Pisa all'aperto.
1831 - Muore Sabatino Federighi e il figlio Giuseppe pensa di dare all'Arena «nuovo assetto con ampliamenti ed abbellimenti», senza però portare a termine il progetto.
1841-1842 - I suoi figli Emilio e Aniceto affidano all'architetto Alessandro Gherardesca la direzione dei lavori di ammodernamento dell'Arena: nasce un vero teatro con mura perimetrali, palcoscenico, otto palchi, un'ampia galleria e il loggione; l'ingresso, su cui viene innalzato un arco trionfale con la scritta Teatro Diurno, viene spostato verso l'attuale via Luigi Bianchi.
1849 - Le corse dei cavalli lasciano l'Arena Federighi per il Prato degli Escoli a San Rossore.
1864 - Ulteriore restauro dell'Arena da parte dell'architetto Fontani.
1871 - Renato Fucini, nella sua raccolta Cento sonetti in vernacolo pisano di Neri Tanfucio, scrive un sonetto dedicato alle rappresentazioni teatrali dell'Arena Federighi.
1882 - L'Arena Federighi prende il nome di Arena (o Sferisterio) Garibaldi.
1896 -  Il Teatro Diurno viene definitivamente chiuso.
1919 - L'Arena Garibaldi comincia ad essere utilizzata dal Pisa S.C. come campo di calcio; il 26 ottobre viene ufficialmente inaugurata come nuovo campo sportivo del Pisa S.C.
1929-1931 - L'architetto Federigo Severini trasforma l'Arena nel nuovo Campo del Littorio, inaugurato l'8 novembre 1931 alla presenza del Re.
1945 - Nuovamente denominata Arena Garibaldi, è sede del 7029° ospedale di guerra.
1947-1949 - L'Arena Garibaldi è sede del Gioco del Ponte.
Fine anni Cinquanta - Viene costruita la Curva Nord.
1968 - Si completa lo stadio con la costruzione della Curva Sud.
1978 - Si completa l'anello dello stadio con il prolungamento delle due curve.
1982 - Viene demolita la vecchia tribuna coperta e ne viene ricostruita una nuova più grande e capiente.
1989 - Ulteriore ampliamento dello stadio, che sale di capienza sacrificando la pista d'atletica.
2001 -  Il 9 dicembre l'Arena Garibaldi è ufficialmente cointestata a Romeo Anconetani, morto due anni prima.
2005 - Il 25 aprile il settore di gradinata è intitolato a Gianluca Signorini.


La storia dell'Arena Garibaldi

Nel 1807, Sabatino Federighi, ricco possidente di Arena Metato (nei pressi di Pisa), nonché proprietario e allevatore di cavalli, desideroso di sviluppare la propria passione per l'ippica, acquistò un appezzamento di terreno nelle vicinanze della chiesa di Santo Stefano oltr'Ozeri e, ottenuto il permesso dalla Reggente d'Etruria Maria Luisa, commissionò la costruzione di un'arena per le corse dei cavalli che, dal 1815, fu dotata di un palco per rappresentazioni teatrali. Nella sua configurazione originaria la futura Arena Garibaldi era però ancora un teatro «rozzamente composto con parti di muratura e assiti di legname grossolano»: in un articolo del «Giornale di Pisa», nel 1864, si ricorda come, inizialmente, l'Arena fosse «una semplice e disadorna baracca, posta a caso, su di un prato irregolarmente circolare; poche panche sconnesse, limitate da uno steccato, accoglievano gli spettatori nei posti distinti; un miserabile Nettuno, circondato da più miserabili Tritoni, guidante cavalli marini, era la decorazione dello sdrucito sipario, di quel simulacro teatrale».
Nonostante Giuseppe Federighi avesse pensato fin dal 1831 di dare all'Arena «nuovo assetto con ampliamenti ed abbellimenti», Ranieri Grassi, pur dilungandosi nella Descrizione di Pisa pubblicata nel 1838 sul nuovo stabilimento civico presso piazza dei Cavalieri, non fa nessun cenno all'Arena Federighi, che, evidentemente, doveva ancora essere architettonicamente ben poca cosa.
Furono i figli di Giuseppe, Emilio e Aniceto, ad affidare l'incarico di ristrutturazione ad Alessandro Gherardesca. «Si fecero presto i lavori più urgenti; il muretto di cinta ed internamente il “piccolo colosseo” le gallerie, i palchetti, la platea, un loggione aperto, un agile palcoscenico, ma a distanza di anni. Con la spesa di trentamila lire da parte del Federighi versata in più il sobborgo di Porta a Lucca si arricchì di un teatro che si inaugurò nell'estate 1842 dalla Giardini-Eboller-Belatti, una delle principali compagnie d'Italia». Grazie all'intervento del Gherardesca quel manufatto provvisorio acquisì completa dignità di teatro diurno. Si accedeva all'invaso semicircolare con funzione di anfiteatro percorrendo un viale alberato perpendicolare all'attuale via Bianchi, con ingressi a padiglione alle estremità.

Nel breve volgere di qualche decennio l'ottimismo risorgimentale dovette fare i conti con la crisi dei teatri a Pisa, sia perché probabilmente sovradimensionati rispetto ai frequentatori, sia perché «strozzati dalle tasse». Essi furono progressivamente sostituiti da locali più flessibili e pronti ad accogliere le novità in fatto di spettacolo offerte dal nuovo secolo, tra cui i caffè chantant come il Gambrinus e i cinematografi, come il Lumière, lo Splendor, il Galilei, il Marconi e l'Edison, che si diffusero soprattutto tra il 1905 e il 1914. L'attività melodrammatica nella nostra Arena proseguì fino al 20 settembre 1895, data che sancì la fine di ogni rappresentazione con l'ultima messa in scena di un dramma storico di Arturo Birga. L'anno successivo venne definitivamente chiusa.

Dopo il 1896 l'Arena venne saltuariamente utilizzata per manifestazioni di vario tipo (fuochi artificiali, concerti musicali, tiro al piccione, gioco del tamburello, gioco del pallone col bracciale) fin quando, nel 1919, fu acquistata dai dirigenti del Pisa Sporting Club per la modica cifra di £. 24.000. Nel primo decennio della sua vita (1909-1919), il Pisa Sporting Club aveva avuto una dimensione rionale, duellando con le squadre dei vari quartieri per il primato in città, fino a rappresentare calcisticamente Pisa nei campionati regionali. I nerazzurri (questi i colori voluti fortemente da Ferruccio Giovannini) cominciarono a muovere i primi passi sul terreno della piazza d'Armi (zona prospiciente la Cittadella Vecchia), poi al velodromo Stampace (davanti alla chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno) e successivamente al campo dell'Abetone, il primo vero stadio regolamentare, inaugurato ufficialmente il 4 novembre 1914. Erano questi gli spazi dove all'epoca si poteva giocare al calcio, sport giovane appena importato dall'Inghilterra. A quei tempi non esistevano le porte, le scarpe chiodate e le divise da gioco, ma ci si arrangiava come si poteva, giocando addirittura con palloni fatti di stracci cuciti a mano.
L'esigenza di un nuovo campo sportivo per l'undici pisano era però dettata dal numero di spettatori in continua crescita; l'Arena Garibaldi si prestava egregiamente a tale scopo, seppure all'epoca fosse ancora un terreno poco adatto al calcio e con le dismesse strutture del teatro diurno ancora presenti. Quest'ultime furono trasformate in scricchiolanti tribune di legno e il campo fu livellato e sistemato alla meglio per il battesimo che vide il Pisa vittorioso sull'U.S. Livorno per 5-0. Dopo questo `collaudo', l'inaugurazione ufficiale avvenne il 26 ottobre 1919 contro la Juventus-Roma, squadra campione del Lazio e il Pisa vinse anche quella gara per 5-1. Quegli anni videro la formazione pisana arrivare ad un passo dallo scudetto italiano nel 1921. «Perdete ogni speranza o voi ch'entrate»: era questo il motto che qualcuno aveva scritto col carbone sulla porta d'ingresso dell'Arena.


Rimaneva da risolvere il problema delle strutture che, nonostante i miglioramenti apportati ogni anno dalla società del Pisa Sporting Club, rimanevano, alla fine degli anni Venti, ancora precarie e traballanti. Fu così che, rispondendo alla retorica fascista, il Comune di Pisa, che nel frattempo aveva acquisito la proprietà del terreno, trasformò l'Arena in un moderno campo sportivo che poteva accogliere fino a 7.000 spettatori e la ribattezzò Campo del Littorio. I lavori, compresi i due archi d'ingresso tuttora esistenti, raccordati da una vasta tettoia, vennero eseguito tra il 1929 e il 1931 su progetto dell'architetto Federigo Severini e tutta l'area venne adibita a diverse attività sportive (dietro la tribuna coperta c'erano ad esempio i campi da tennis). Il tutto venne realizzato con precisi criteri funzionalistici (sotto le tribune c'erano ad esempio uffici), in adesione al credo razionalistico dell'architettura dell'epoca e, per Pisa, fu una delle prime vaste sperimentazioni di questo tipo. Sembra addirittura che i primi progetti redatti da Severini per il Campo Littorio risalgano al 1922.

La scelta si inseriva nel quadro politico in cui, ancora nel 1931, risultò vincitore di concorso il piano regolatore degli architetti romani Mario Paniconi, Giulio Pediconi, Concezio Petrucci e Alfio Susini che, accanto ad un'ipertrofica espansione della città verso est, prevedeva la realizzazione di una cittadella sportiva adiacente allo stadio. I progettisti conferirono al complesso degli edifici del nuovo campo, che all'epoca divenne uno dei migliori in Italia, una linea architettonica intonata a grande semplicità e priva di inutili decorazioni. Furono costruite due gradinate gemelle e opposte (di cui una coperta), la casa del custode (ancor'oggi intatta), nonché strutture e servizi vari per le altre attività sportive che avrebbero trovato spazio proprio nei pressi del nuovo campo sportivo.
Il nuovo stadio venne inaugurato ufficialmente l'8 novembre 1931 alla presenza del Re, in quel periodo assiduo frequentatore della tenuta di San Rossore. Fino agli anni Sessanta del secolo scorso, le strutture rimasero pressoché intatte, risparmiate anche dai bombardamenti aerei del 1943. Nel 1945, durante il Secondo Conflitto Mondiale, l'Arena divenne sede di un grande ospedale da campo, il 7029°, e, dal 1947 al 1949, tornata alla vecchia denominazioni di Arena Garibaldi, ospitò il Gioco del Ponte, a causa della distruzione del Ponte di Mezzo, ricostruito solo nel 1950.


Alla fine degli anni Cinquanta, sfruttando il programma di edilizia popolare (il “piano Fanfani”), venne costruito un altro settore dello stadio (l'attuale Curva Nord) che univa idealmente la gradinata scoperta alla tribuna coperta, anche se rimanevano ampi spazi vuoti tra i tre settori e il lato sud del campo - quello adiacente alla chiesa di Santo Stefano -, che rimaneva ancora privo di strutture, se si eccettua la casa del custode. Intanto lo stadio cominciava pian piano ad essere inglobato dal quartiere residenziale di Porta a Lucca, oggi il più popolato di tutta la città. Gli anni Sessanta videro la risalita del Pisa Sporting Club dai campionati minori del primo dopoguerra fino al grande calcio: per venire incontro all'incremento di pubblico furono allora costruite delle tribunette provvisorie, prima in legno e successivamente in tubi Innocenti, anche nel lato sud dello stadio. Soltanto nel 1968, anno in cui il Pisa si apprestava a disputare il suo primo campionato di serie A a girone unico, venne affrontato concretamente il problema dell'ampliamento della capienza: la tribuna coperta, che rimaneva sempre quella del 1929, venne parzialmente ristrutturata; venne poi costruita un'identica curva (la Curva Sud) dalla parte opposta a quella esistente e contemporaneamente venne demolita la vecchia gradinata e ricostruita (così come appare tutt'oggi), in maniera tale da creare una continuità dell'intero stadio nella forma e nell'altezza. Nell'estate 1978 venne infine completato l'anello con il prolungamento delle due curve fino a lambire le strutture della tribuna coperta. Il campo del Pisa Sporting Club risultava così essere circondato completamente dagli spalti.


L'ultima profonda modifica strutturale dell'Arena risale all'estate 1982, quando il Pisa Sporting Club si preparava a disputare il suo secondo campionato di serie A. La vecchia tribuna coperta, dopo vivaci polemiche tra il presidente Romeo Anconetani e l'Amministrazione comunale, venne ristrutturata e ampliata così come appare oggi: in particolare, venne abbattuta la copertura originaria, ristrutturata la tribuna del 1929 (che oggi coincide con il settore di tribuna inferiore) e costruiti ex novo la nuova copertura e un nuovo settore (la tribuna superiore), il più alto dell'intero stadio, che oggi ospita anche la tribuna stampa e l'area riservata alle autorità.
Tra il 1982 e il 1994, gli anni d'oro di Romeo Anconetani, la squadra nerazzurra ha disputato 12 campionati tra serie A e serie B e la capienza dell'Arena Garibaldi è arrivata a 35.000 spettatori, dopo che lo stadio è stato completato da popolari gradoni che univano la balaustra delle curve e della gradinata al piano del campo, ricavandone ulteriori posti. È necessario ricordare che non esistevano ancora, in quegli anni, normative ferree in materia di sicurezza delle strutture sportive; capitava così spesso che Romeo, in occasione delle partite di cartello (contro Juventus, Milan, Inter…), vendesse più biglietti del consentito, rendendo impossibile la ricerca di un posto a sedere allo sventurato tifoso ritardatario.

La sistemazione definitiva delle strutture dello stadio è datata 1989, a ridosso dei Mondiali di Calcio disputati in Italia nel 1990: la pista di atletica è stata smantellata, stabilendo di fatto la fine dell'utilizzo dell'Arena come campo polisportivo; il campo è stato completamente rifatto e abbassato di oltre un metro cosicché tutti i settori potessero essere prolungati verso il basso fino al livello del terreno (anche se rimanevano le balaustre, oggi abbattute per motivi di sicurezza). Ogni gradone dello stadio è stato dotato di seggiolini e in gradinata, grazie ad alcune poltroncine colorate diversamente, appariva la scritta “PISA”. A completare il tutto, venivano realizzate una nuova recinzione in vetro tra spalti e campo, un nuovo impianto d'illuminazione e un tabellone elettronico dietro la Curva Sud, che resero l'Arena Garibaldi un vero gioiellino di stadio da 25.000 posti tutti a sedere.

Dall'estate del 1994, anno infausto del fallimento del Pisa Sporting Club, l'Arena è stata un po' abbandonata a se stessa e le strutture hanno spesso avuto bisogno di interventi di manutenzione straordinaria affinché il Comune concedesse l'agibilità per le partite dei nerazzuri. La Curva Nord, ad esempio, è rimasta chiusa per quasi tre anni (fino all'aprile 1997, giorno del derby Pisa-Livorno), mentre una parte della Curva Sud è tuttora inagibile e solo in particolari condizioni (e con particolari autorizzazioni per ordine pubblico) lo stadio può essere interamente riaperto.
Il tabellone elettronico è spento dall'estate 1994, i seggiolini sono rimasti solo in tribuna coperta, la capienza è stata più volte ridotta; a motivo delle recenti leggi sulla sicurezza negli stadi, sono state eliminate tutte le balaustre, mentre la scritta PISA (in gradinata) è stata malinconicamente ridipinta sui gradoni, quasi a simboleggiare l'anima di una città che vuole riemergere, non solo in ambito sportivo.


In seguito alla scomparsa di Romeo Anconetani, avvenuta il 3 novembre 1999, si è pensato da subito ad una qualche iniziativa che potesse far ricordare a lungo la sua memoria e il suo operato calcistico a Pisa. Così, domenica 9 dicembre 2001, a seguito delle pressanti richieste di tutto il popolo nerazzurro, l'Arena Garibaldi è stata ufficialmente cointestata a Romeo Anconetani, alla cui memoria è stata apposta una targa il 14 luglio dell'anno seguente, durante una cerimonia per la verità assai poco propagandata.

La tifoseria nerazzurra ha voluto intitolare la Curva Nord, storica sede del tifo organizzato, alla memoria di Maurizio Alberti, lo sfortunato tifoso nerazzurro scomparso nel 1999 in seguito a un malore durante una trasferta a La Spezia, in quanto non prontamente soccorso dal servizio preposto. In Curva Nord una lapide in marmo, regalata dagli amici tifosi della Carrarese, ricorda questo significativo evento.

La gradinata è stata invece intitolata il 25 aprile 2005 a Gianluca Signorini, pisano di nascita ed ex calciatore di serie A, sfortunatamente colpito da sclerosi laterale amiotrofica, o sclerosi amiotrofica multipla, meglio conosciuto come morbo di Lou Gehrig. Negli utlimi anni sono stati eseguiti alcuni lavori per sistemare il sottotribuna (spogliatoi e una nuova sala stampa) , è stato inaugurato il Pisa Point, uno spazio sotto la Curva Nord, dal lato della tribuna coperta, dove è in vendita il materiale ufficiale del Pisa e sono state arretrate le panchine con l'inroduzione di una vasta area tecnica a disposizione degli allenatori,

CREDITS:

L'Arena Garibaldi. Stadio Romeo Anconetani


(Fabio Vasarelli, Alessandro Melis)

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