E' iniziato il conto alla rovescia. La Luminara (in programma sabato 16 giugno), sta per mostrarsi in tutta la sua bellezza al popolo pisano e al mondo intero. E il sito ufficiale del Pisa 1909 ha approfittato del 'suo' Rustichello per fare un po' di storia di questo magico evento e sulla figura di San Ranieri patrono della nostra amata città....
“Cari Amici, ecco a raccontarVi d’una abitudine che ai miei tempi qualcuno in Pisa faceva un po’ a modo suo, soprattutto nel giorno dell’Assunta. Quella di render giusto omaggio ad una solennità, ad una festa. Certo era proprio qualche caso isolato in qua e là. Ma qualcuno c’era. Il modo era semplice, oggi vedo che è assai meglio, è uno dei pochi casi in cui l’Uomo abbia fatto qualche passo in avanti rispetto ai miei tempi. Or mi direte: di cosa parla, messer? Di quale usanza? Quella di mettere sulla mensola della finestra un lumino simbolo di partecipazione e di devozione. Come a partecipare e pregare l’Assunta o per una cerimonia importante.
Oggi la chiamate “Luminara di San Ranieri”, ch’io non ebbi modo di conoscere di persona ma la cui figura ha scosso i Pisani: un laico che faceva miracoli! Impossibile direte Voialtri: invece è così. E gli affreschi che trovate nel Camposanto Monumentale raccontano semplicemente la Vita di San Ranieri non romanzata, ma giusto perché è andato tutto così.
Ecco che qualcuno ogni tanto ai miei tempi devotamente usava metter su un lumino nel giorno 16 di Giugno. Purtroppo i Pisani sono stati troppo vessati dalle guerre per mare e per terra e il sentimento è stato disperso. Ma è stato anche ritrovato in meglio. Come ad esempio il 25 marzo 1688, giorno dell’Annunciazione e del Capodanno Pisano nella cappella del Duomo di Pisa, intitolata all'Incoronata, quando venne solennemente collocata l'urna nuova che contiene il corpo di Ranieri, Patrono della città, morto in santità nel 1161.
Cosimo III de' Medici, in quel tempo Granduca anche di una Pisa non più città-stato e nemmeno Impero, aveva voluto che l'antica urna in semplice legno contenente la reliquia fosse sostituita con una più moderna e fastosa. Addirittura tutta la Cattedrale venne riempita di lampadari a più braccia e livelli fatti apposta per l’occasione che illuminarono a giorno il nostro Duomo. Quanto ci lavorarono! La traslazione dell'urna fu l'occasione per una memorabile festa cittadina: è qui che i Pisani si ritrovarono tutti con un lumino sulla mensola della finestra di casa. E dalla quale, ebbe inizio la cosiddetta “Illuminazione dei Lungarni” che poi, nell'Ottocento, passò a chiamarsi Luminara. Come v’ ho detto all’inizio, l'idea di celebrare una festa illuminando la città con un lumino o meglio, una lampada ad olio, non fu un'invenzione del momento, ma una consuetudine nata da tempo ed affermatasi gradualmente col passare degli anni e derivante dalle processioni dei lumi in onore della Vergine Maria alla quale i Pisani erano devotissimi. Infatti sono moltissime le chiese costruite in Suo onore in tutto il Mediterraneo, a partire dalla Cattedrale cittadina, appunto a Santa Maria Assunta. V’ho già detto che ai miei tempi qualcuno, per proprio conto, metteva fuori dalla finestra un lume in certe occasioni.
Ma i Pisani iniziarono di buona lena solo nel 1337.La Luminara di S. Ranieri è per i Pisani la festa più bella e sentita. E anche a me piace vederla dall’alto, me ne compiaccio e qualcuno dintorno a me anche si commuove nel vedere che in mezzo a tanta bassezza nel mondo, ci sia spazio per un gesto semplice di così antica devozione. E’ un piacere vedere ogni 16 giugno, la sera prima della festa del Patrono, come tutti i Lungarni vengono illuminati con oltre 100.000 Lampanini -diminutivo di làmpana che in vernacolo pisano significa lampada: sono bicchieri di vetro contenenti olio che serve ad alimentare lo stoppàccio- posti su appositi sostegni di legno, detti Biancherìe per il loro colore bianco, che vengono affissi sui palazzi a tratteggiarne i contorni. Unica eccezionale appendice rispetto a questo scenario è il Campanile Pendente della Cattedrale, illuminata altrettanto arcaicamente con padelle ad olio, collocate anche sulle merlature delle mura urbane, nel tratto che racchiude la Piazza del Duomo. Da molti anni la serata viene conclusa con una serie di fuochi d'artificio proprio come quelli che Marco Polo mi raccontò di aver visto nel suo lunghissimo viaggio in Cina, sparati intorno alla mezzanotte dalla Cittadella Vecchia e dal ponte omonimo. Le vie di Pisa si popolano di una folla immensa, e nelle strade del centro storico è un fiorire d’iniziative, feste, cenoni popolari e brindisi fino a tarda notte. Certo … qualcuno sbaglia… l’acqua col vino. Ma questo è spesso successo. Solo che ai miei tempi il vino era costoso e ci si stava più attenti ….
Come v’ho detto, dopo la prima illuminazione del 25 Marzo 1668, la Luminara venne ripetuta ogni tre anni, a meno di circostanze eccezionali che ne giustificassero l'allestimento anche al di fuori del cadenzario stabilito. Ad esempio, mi ricordo che ne venne organizzata una in onore di Vittoria della Rovere, una bimba a quel tempo, in concomitanza della festa notturna per il carnevale del 1539, mentre il 14 giugno del 1662 l'illuminazione fu allestita in onore di Margherita Luisa principessa d'Orleans e sposa di Cosimo III. Nel 1724 si svolse una Luminara dove niente fu lasciato al caso, tanto che se ne trova ampie tracce in molti documenti conservati nell'Archivio Capitolare. Nel 1819 fu celebrata in via straordinaria per l'arrivo dell'imperatore Francesco I. Poi nel 1937 quasi tutti gli anni la Luminara accese Pisa per fermarsi durante la seconda guerra mondiale e per il crollo del Lungarno Pacinotti e del Ponte Solferino a seguito dell’alluvione del 4 novembre 1966. Memorabile e devota fu una Luminara straordinaria del settembre 1989 in occasione della visita a Pisa del Papa Giovanni Paolo II detto il Grande.
Con ciò dovevo, per raccontarVi della Luminara, il servo Vostro Rustichello da Pisa”
(Hanno collaborato Simone Guidotti e Federico Bonucci)





